In questi giorni un episodio clamoroso ha fatto il giro del mondo: l’exchange sudcoreano Bithumb ha accreditato per errore una quantità enorme di Bitcoin agli utenti durante un evento promozionale. Le ricostruzioni parlano di una distribuzione sbagliata pari a circa 620.000 BTC, con un controvalore stimato intorno ai 40 miliardi di dollari. Non è stato un attacco hacker. È stato un cortocircuito operativo legato a controlli interni e procedure. Questo dettaglio cambia tutto, perché ci ricorda quanto sia fragile l’infrastruttura su cui molte persone appoggiano i propri risparmi.
Secondo quanto riportato da fonti internazionali, l’errore nasce da una confusione tra importi in valuta locale e importi in BTC, con accrediti anomali finiti su centinaia di account. Nel giro di circa 35 minuti la piattaforma ha bloccato operazioni e prelievi sugli account interessati. Nel frattempo, su Bithumb si è visto anche un crollo temporaneo del prezzo del Bitcoin nell’ordine del 17%. Gran parte dei fondi è stata recuperata, ma una quota è stata venduta o spostata prima del congelamento, con conseguenze legali e regolatorie ancora in evoluzione.
Perché questa notizia riguarda anche chi non usa Bithumb
Questo caso è utile perché smonta tre convinzioni molto diffuse nel mondo crypto. Sono le stesse convinzioni che spesso portano le persone a cadere in truffe, raggiri e falsi accrediti.
1) Un exchange non è una banca
Un exchange centralizzato è una piattaforma privata che gestisce sistemi complessi. Può avere regole, controlli e tempi di reazione molto diversi da quelli di un istituto tradizionale. Se i controlli interni non sono robusti, un singolo errore può propagarsi in pochi secondi. È esattamente quello che è successo in questo caso.
2) “Se lo vedo nel saldo, allora è mio” è una trappola mentale
Molte truffe sfruttano questa reazione automatica. Ti mostrano un saldo più alto, un accredito inatteso, un bonus improvviso. Poi ti spingono a fare una cosa veloce: pagare una commissione, inviare un deposito, collegare un wallet, autorizzare una firma. Il punto è semplice: vedere un numero su uno schermo non è una garanzia di legittimità. Nel caso Bithumb si parla di accrediti errati. Nelle truffe, spesso, si parla di numeri inventati.
3) Il rischio non è solo la truffa, è anche l’infrastruttura
Qui non c’erano finti consulenti su Telegram. Non c’erano siti clone. Non c’era un phishing classico. C’era una piattaforma reale con un problema di processo. Questo è un promemoria importante: la sicurezza non dipende solo dal “non farsi fregare”. Dipende anche dal dove si operano depositi, acquisti e custodia.
Il collegamento con le truffe crypto: lo schema psicologico è identico
Quando accade qualcosa di improvviso, il cervello entra in modalità automatica. È lo stesso meccanismo che vediamo in tante segnalazioni su TruffeCripto:
- airdrop improvvisi e token sconosciuti nel wallet
- “crediti” o “premi” che compaiono dal nulla
- messaggi che creano urgenza: “agisci subito o perdi tutto”
- finti profitti mostrati su dashboard manipolate
In quel momento, l’azione impulsiva diventa il vero pericolo. Non si verifica. Non si ragiona. Si clicca. Si firma. Si trasferisce.
Cosa fare se vedi accrediti strani o movimenti non richiesti
- Non trasferire subito i fondi. Non “provare a vedere se funziona”.
- Non pagare commissioni o “sblocchi” per prelevare.
- Non collegare il wallet a siti suggeriti via chat o email.
- Fai screenshot e salva i dati tecnici: data, ora, txid, indirizzi coinvolti.
- Contatta solo canali ufficiali verificati. Mai link ricevuti in privato.
È importante ricordarsi di una cosa
Questo episodio non parla solo di Bitcoin. Parla di fragilità dei sistemi digitali. Oggi può essere un errore operativo su un exchange. Domani può essere un “falso accredito” usato per portarti a firmare una transazione o a pagare una commissione. Nel mondo crypto, il confine tra errore, abuso e truffa è sottile. La difesa è sempre la stessa: calma, verifica, prove, canali ufficiali.
Fonti: ricostruzioni stampa e agenzie internazionali (Reuters) e rassegna media italiana. Dettagli pubblici riportati su più testate nei giorni 7–11 febbraio 2026.